South China part 2 – Final


south china
Vedi parte prima da Hong Kong a Guilin…….
Per raggiungere Kunming da Guilin, abbiamo preso l’ennesimo treno, 24 ore di viaggio in una cuccetta da 4, devo ammettere che il livello dei treni Cinesi non ha nulla da invidiare a quelli italiani, anzi.
Il panorama dal finestrino come sempre era incantevole, il viaggio non è stato così pesante come mi aspettavo, siamo giunti a Kunming e subito abbiamo riscontrato una differenza di temperatura importante, dopo aver passato la prima settimana a sudare 4 camicie tra l’umidità devastante di Hong Kong, Gulini e Yangshou, grazie alla sua posizione a 1892 m sul livello del mare, Kunming risulta rinfrescante.
Appena arrivati, affamati come dei lupi, ci siamo fermati a mangiare qualcosa di improbabile ( vedi foto ) in un ristorantino vicino alla stazione, nonostante tutto, non abbiamo preso malattie, almeno non mortali.
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Subito dopo il pranzo veloce, abbiamo dovuto fare i conti con i tassisti del posto, nessuno voleva farci salire, probabilmente perché siamo stranieri e non parlavamo la  lingua, quindi ci snobbavano.  Alla fine saliamo di prepotenza su uno, e non ci siamo mossi fino a quando non ci ha portato al nostro ostello.
L’ostello era pulito e molto confortevole, ampie stanze con letti a castello, bagni in comune puliti e del personale competente e disponibile.
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Una volta sistemati gli zaini ci siamo incamminati per il primo giro esplorativo della città. Kunming è una città universitaria,  capitale dello stato del Yunnan con solo 6 milioni di abitanti, punto di partenza per molte escursioni e soprattutto per andare a visitare il Tibet. E’ particolare poiché posizionata ad una latitudine quasi tropicale, ma ad un livello di quasi 2000 m, questo la rende molto temperata e con un cielo terso che difficilmente troverete nelle principali città cinesi, e nemmeno a Milano!
La prima escursione degna di nota è stata  la visita alla Stone Forest, un’ora e passa di autobus ci hanno portati in questa enorme Foresta di Pietra.
L’erosione ha creato una specie di foresta di rocce in un enorme parco natura grande più di 200 km2, tra laghetti, praterie e rocce, tante rocce, tra le quali ci si inerpica per dei percorsi che permettono di godere di questa meraviglia naturale. Il tempo stupendo ha sicuramente influito sul successo della gita anche se come spesso accade siamo circondati da orde di turisti cinesi. Ci siamo goduti comunque il parco soprattutto esplorando le zone meno battute e più tranquille, per poi ritornare a prendere il bus che ci ha riportato a Kunming.
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Da Kunming, abbiamo prenotiamo un Nightbus per raggiungere la mitica Lijiang, per chi non lo sapesse un nightbus è un autobus senza sedili ma con delle specie di cuccette. Dalla stazione degli autobus di Kunming, rintanati nei nostri loculi, tra odore di piedi e schiamazzi in dialetto cinese, siamo partiti per un viaggio di circa 8 ore durante il quale, credo, nessuno di noi abbia chiuso occhio.
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Arrivati a Lijiang all’alba, siamo scesi  dal bus che erano circa le 6 del mattino alla stazione. Dopo qualche minuto necessario per riprenderci fisicamente e mentalmente dal fresco del mattino ( siamo a 2400 m sul livello del mare), ci siamo incamminati senza la minima idea di dove andare verso la strada principale, dove dopo aver fermato l’unico taxi, ci siamo fatti portare nella Old Town.
Dopo una lunga e faticosa ricerca ( a quell’ora, tutto era ancora chiuso)  troviamo una guesthouse molto accogliente “Mama Naxi’s Guesthouse”  dove finalmente depositare gli zaini, fare colazione con un bel Milk Shake, uova , pancetta, pane, e ovviamente del tè. Il posto è un’antica e tipica casa vecchio stile, con giardino interno, con ogni comfort necessario: letto e bagno!
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La parte migliore è l’atmosfera che si respirava all’interno di questa guesthouse, tra backpackers e la proprietaria che effettivamente ti trattava come se fosse la “Mamma”, rendendo il soggiorno qualcosa di unico. Prima di partire ci ha anche regalato un amuleto portafortuna, che è stato prontamente appeso al mio marsupio.
La Old Town di Lijiang è bellissima, basta dire che dal 1997 è stata dichiarata patrimonio mondiale dell’umanità dall’Unesco (ellamadonna!),  girarla ti riporta con la mente al passato di questa città, l’unica possibilità è farlo a piedi, nonostante la marcata impronta turistica ( un terremoto l’ha devastata ma è stata ricostruita molto bene) dei vari souvenir shops, ristoranti e la miriade di turisti cinesi che girano a branchi facendo foto a tutto.
I giorni passati in questa città, sono sicuramente tra i più rilassanti e piacevoli di tutto il nostro peregrinare, nonostante il tempo molto piovoso, abbiamo visitato templi, mangiato dell’ ottimo Yack e sognato di poter arrivare in tibet proseguendo più a nord. Purtroppo il brutto tempo ci ha fatto abbandonare l’idea di visitare il Tiger Leap e di arrivare a Shangri La, così dopo qualche giorno, tristemente, ci siamo diretti verso la stazione dei treni da dove avremmo raggiunto la città di Dali. Ovviamente il giorno della partenza il sole ha fatto capolino regalandoci una delle giornate più terse e belle di tutto il nostro viaggio. Fuck!!!
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Dopo 4 ore di treno siamo arrivati a Dali, tranquilla e pacifica città la cui migliore attrazione probabilmente è la natura che la circonda. La città vecchia, che è carina (non come Lijiang) risulta abbastanza artificiale in quanto completamente ricostruita, piena di attrazioni turistiche e poca originalità. Degno di nota è stato l’ostello dove  abbiamo soggiornato, gestito da un simpatico Australiano che tra una birra e una partita a biliardo (imbattibile su entrambi i fronti) ci ha fatto rimpiangere il giorno che abbiamo dovuto lasciare la camera per dirigerci di nuovo a Kunming, questa volta in autobus (solo 4 ore, easy).

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La seconda sosta a Kunming ci ha dato la possibilità di andare a visitare lo zoo nonostante i miei dubbi su questo genere di attrazioni, ed infatti come pensavo era da evitare, in quanto le condizioni degli animali erano pessime! Maledetti non mi fregate più! E per di più non c’era neanche un panda!!!
Da kunming dopo 3 settimane di treni, autobus, taxi e risciò, abbiamo preso un volo per l’isola di Sanya, località turistica Cinese, dove i più abbienti si recano per le loro vacanze in cerca di mare e divertimento.  L’impatto sicuramente è devastante, dopo ad una settimana ad un clima temperato e senza umidità ci troviamo catapultati nell’umidume e la calura della classica città Asiatica. Aiuto!  La prima anomalia che ci ha colpito nel tragitto per arrivare al nostro hotel, sono state le insegne dei vari negozi e ristoranti che erano per la maggior parte scritte in cirillico, RUSSO! Ok tra cinese e russo non ci capisco nulla allo stesso modo, ma dove simo capitati?? Anche l’impatto con il mare è stato abbastanza duro, una volta in spiaggia scordatevi la tranquillità e la pulizia di Phuket ( si esatto immaginatevi un po’), sdraiati sotto un ombrellone con una sabbia non proprio pulita e un Cino-Karaoke che ti sfondava i timpani a 10 metri dietro di noi, abbiamo  deciso per il giorno dopo di cambiare location.
Ottima scelta, infatti, perché ci facciamo portare con un taxi nella famosa ….. !?!?!??  Yalong bay ( non confondete con Halong Bay in Vietnam anche se siamo di fronte). Ecco, nulla a che vedere con la descrizione di prima, una striscia di sabbia bellissima con un mare che non ha nulla da invidiare alla Thailandia, circondati da hotel il cui costo giornaliero probabilmente era il budget di 1 mese di viaggio. Ce ne accorgiamo subito per l’esponenziale incremento dei prezzi, per ombrellone e bevande varie. Scordate di mangiare! Tenente conto che i prezzi probabilmente potrebbero essere paragonati a quelli di una famosa località di mare italiana, beh noi ormai eravamo abituati ai prezzi popolari cinesi!
Ovviamente la maggior parte dei turisti erano di origine Russa, ormai lo avevamo intuito, con i suoi pro ( donne stupende ) e i contro ( uomini che sembravano usciti da film sulla mafia russa).  Abbiamo passato 5 giorni a rilassarci dopo il lungo viaggio, girando la città che è abbastanza brutta con molti spot squallidi, godendoci il mare, subendo la maledizione del  Montezuma Cinese e frequentando gente improbabile in improbabili discoteche ( ah i cinesi in discoteca non ballano, bevono …. Mah).
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In fondo per divertirsi basta una buona compagnia e la voglia di farlo e nonostante sicuramente non sia stato uno dei posti migliori di mare dove ho soggiornato, ho tantissimi bei ricordi. Per questo motivo e anche perché il tempo a noi rimasto volgeva al termine, il giorno della partenza per Guangshuo, mi sentivo triste, di lasciare quel posto così strano …..
Giunti a Guangshuo per la seconda volta ci siamo dedicati  allo shopping finale, passato la notte guardando allucinanti film cinesi indescrivibili e ci siamo svegliati di buon ora per dirigerci via treno a Hong Kong.
Come già scritto io adoro Hong Kong,  certo non è più Cina è Hong Kong e basta. La gente parla inglese e non devi più ordinare i piatti facendo “muuuuu” per indicare la mucca e “qua qua” per l’anatra, che ridere, ma in fondo era la parte più bella del viaggio.
Ultimo giro per mostrare la città a Giaco, Hall of Fame, Kowloon, centri commerciali e tanto camminare, per concludere con un giro panoramico della città sul bus a 2 piani turistico. Ottima idea per passare le 2 ore che ci separavano al nostro volo di rientro in Italia.
Purtroppo anche questo viaggio si è concluso tra un po’ di stanchezza, ma comunque con l’idea che prima o poi  tornerò in questo strano paese per vedere altre bellezze, incontrare  persone che mi fermavano perché volevano fare le foto con noi come se fossimo parte delle attrazioni turistiche. C’è ancora molto da vedere ed io non sono certo uno che si tira indietro. A presto!
Eccovi un esempio del classico menù che ci portavano….
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