South China (part 1)


Ciao a tutti

Il 2010 è stato per me l’anno della Cina, un paese che mi ha sempre incuriosito e sinceramente anche irritato per ovvie motivazioni politiche e bla … bla …. che sappiamo bene o male tutti no? In ogni modo era impossibile per me resistere al fascino di un paese con una storia indiscutibilmente così vasta e antica.

Premetto che per andare in Cina c’è bisogno di un visto, che può essere richiesto in un settimana circa a Milano, mentre per Hong Kong non c’è bisogno nessun  visto.

Ovviamente non avrei mai potuto visitare un paese così esteso in maniera soddisfacente senza spendere capitali in spostamenti aerei, quindi, nonostante il mese a mia disposizione, ho deciso di concentrarmi su una determinata zona: il sud .  L’itinerario prevedeva di atterrare a Hong Kong per poi spostarsi verso ovest in direzione del Myanmar e del Tibet, attraversando una zona molto rurale meno turistica per gli occidentali e fermandosi in alcune città di rilievo precedentemente individuate. Come sempre, abbiamo prenotato solo il volo di andata e quello di ritorno, lasciando aperto a qualsiasi improvvisazione l’itinerario di base che sarebbe dovuto essere: Hong Kong, Guangzhou, Guilin, Yangshou, Kunmin, Lijang, Shangri la ed infine Sanya.

Ero già stato ad Hong Kong in un viaggio precedente e mi era piaciuta, ma questa volta, forse avendoci passato più tempo, mi sono reso conto di come sia veramente interessante questa metropoli ricca  di grattacieli modernissimi e centri commerciali da capogiro,  ma allo stesso tempo cambiando quartiere si possono incontrare tantissimi mercatini affollati che vendono di tutto, dai quali puoi assaporare  un antipasto di Cina , ah!.. Hong Kong non centra nulla con la Cina! In tutti i sensi!

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Oltre al solito vagabondare per le strade dei vari quartieri, siamo andati a vedere la All of Fame, dove potete vedere le impronte dei più grandi attori di Hong Kong tra cui la statua di Bruce Lee ma soprattutto ammirare una spettacolare vista della baia  con tutti i grattacieli come sfondo. Casualmente, seguendo strani personaggi vestiti con orecchie pelose e spade da samurai siamo capitati all’Expo dove si teneva l’ Ani-Com & Games di Hong Kong, una fiera sui cartoni animati e giochi dove c’erano anche moltissimi appassionati di Cosplay che si mettevano in posa per farsi fare le foto vestiti da personaggi dei fumetti, macchina mia sfogati!!!

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Un’altra bella esperienza è stata la salita al peak. Hong Kong è composta da isole che sono circondate da colline verdi dalle quali si gode un ottimo panorama, guardando fuori dal finestrino dell’aereo prima di atterrare fa molto effetto questa morfologia particolarissima. Cmq una volta sul peak, da cui si gode un’ottima vista della baia, ho posizionato la macchina sul cavalletto e impostando uno scatto ogni 30 secondi circa, ho fatto un bel time lapse del tramonto sulla città che potete vedere su questo blog, anche se ho potuto postarlo solo in bassa risoluzione L.

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Infine per far felici anche le donnine, posso confermarvi che Hong Kong è il regno dello shopping, tra centri commerciali e mercatini c’è da spendere tutto quello che si può!

Da Hong Kong con poche ore di treno si arriva a Guangzhou, o meglio conosciuta un tempo come Canton, capoluogo della provincia di Guangdong, capitale dell’industria Cinese con 10 milioni di abitanti, un paesino insomma 😉 dove ci siamo fermati per un paio di giorni. Qui si può comprare veramente di tutto a prezzi stracciati ed essendo una città industriale vi è poco turismo, infatti non ho incontrato molti occidentali.

Da Guangzhou si prende il treno notturno per Guilin (circa 9 ore), auguri per l’acquisto del biglietto alla stazione ( al di fuori di Hong Kong l’inglese è parlato poco) che come potrete immaginare era affollatissima visto che i cinesi si muovono soprattutto con i treni. Il viaggio è stato piacevole, nella cuccetta da 4 oltre a me e  Sandro c’erano due giovani cinesi che tornavano a casa, il pasto consumato nel vagone ristorante era squisito anche se per ordinare dovevamo indicare le pietanze degli altri tavoli, cmq siamo riusciti a ordinare del Mifan (riso) e della carne accompagnata da un paio di birre, se siete un po’ “fighetti” vi conviene portarvi il cibo.

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Si arriva a Guilin la mattina presto e dopo aver lasciato lo zaino in ostello, giro esplorativo random della città, anzi cittadina visto che ha solamente 1 milione e 400 mila abitanti.

Guilin si trova nella regione dello Guangxi ed è famosa per essere racchiusa tra dei picchi di roccia carsica che la sovrastano e dal fiume che la attraversa, è una città molto piacevole ma nulla di trascendentale, vi consiglio un bel giro alla sera intorno al fiume che è illuminato molto bene ed offre uno spettacolo molto bello.

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Altra cosa che ricordo di Guilin era la piscina: essendoci in questo periodo un’umidità del 99% ci si riduceva ad essere completamente sudati al quinto passo, così siamo riusciti a trovare una piscina dove poterci rinfrescare prima di cena e smettere di sudare per un paio di ore! Intanto Anche il terzo e ultimo membro del gruppo si è unito, Giaco.

Da Guilin abbiamo provato a fare una gita organizzata da un tipo che abbiamo incontrato il primo giorno in strada ( beh si è un rischio, ma preferisco evitare le agenzie se posso) che si è messo a parlare con noi in inglese e siamo andati a vedere le formazioni a terrazze chiamate “the backbone dragon”. Gita piacevole , scarpinata con umidità al 100% , pranzo caratteristico e panorama molto bello, abbiamo anche conosciuto alcuni personaggi simpatici  (forse unico motivo per il quale acquistiamo questi “pacchetti gita”), la consiglio.

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Infine abbiamo lasciato Guilin per raggiungere Yangshuo  su una zattera in bamboo lungo il Li river, la consiglio caldamente in quanto il panorama è molto bello, magari evitate una giornata piovosa anche se ad agosto preparatevi a prendere molta acqua.

Yangshuo è una cittadina piccola ma turistica, attrezzata per il turismo non solo cinese, ma anche internazionale soprattutto zaino in spalla (backpackers), quindi troverete una zona molto concentrata dove si ammucchiano ostelli, guesthouse, ristorantini, bar, negozi, creando un concentrato di turismo tipico di altre zone del sudest asiatico, vedi la Thailandia. Anche Yangshuo è circondata da rocce carsiche che la rendono unica dal punto di vista paesaggistico, molto meglio di Guilin, di notte le rocce vengono illuminate e creano un bel effetto che circonda la cittadina.

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Consiglio vivamente come esperienza l’affitto di motorini elettrici con cui siamo andati a vedere le Silver Caves, ad una 20 di km dal paese, le grotte meritano in quanto sono uno spettacolo fantastico, ben illuminate e ben organizzate, ma altrettanto unico è il viaggio per raggiungerle, attraversando paesini e la campagna cinese a bordo di motorini silenziosi (sembrava di andare in bicicletta) con la libertà di potersi fermare come e quando volevamo per ammirare scene di vita quotidiana come i contadini che lavoravano la terra e poter fare foto a volontà.

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Imperdibile secondo me è anche “Impression Sanjie Liu”, uno spettacolo di danze luci e canti con più di 500 interpreti e come sfondo la natura fantastica del paesaggio unico del fiume Lii e le montagne  retrostanti. Impossibile da descrivere, ricordo solamente di essere stato estasiato per 1 ora, merita assolutamente di essere visto, se no ricordo male ci sono 2 spettacoli ogni sera ed in base alla vostra disponibilità economica potrete scegliere diverse opzioni di posti a sedere.

Prossima tappa la capoluogo dello Yunnan, Kunming…. (seguirà nella seconda parte)

ciao

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